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Lu Suiddatu – Il tesoro nascosto

Chi è il vero mostro che si annida nel cuore di Terranova?

Un thriller storico mozzafiato che trascina il lettore tra i segreti di un’isola selvaggia, dove l’avidità degli uomini e l’oscurità delle leggende si fondono in un unico, terribile enigma.

Illustrazioni di Salvatore Pellone

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Prezzo: Il prezzo originale era: 16,50€.Il prezzo attuale è: 15,00€. (Iva Inclusa)

Disponibile

Dettaglio

Formato

Brossura illustrata con alette

Termine prevendita

10 luglio 2026

Consegna prevista:

entro il mese di luglio 2026

Info Autore

Sesto Giuseppe Santoli

Sesto Giuseppe Santoli

Nasce a Tempio Pausania il 15 maggio del 1984. Cresce nel borgo di Sant’Antonio di Gallura, nel Nord Est sardo immerso tra i boschi di querce da sughero e macchia mediterranea. Dopo la laurea triennale a Sassari si trasferisce a Pisa dove consegue il Dottorato di Ricerca con una tesi su Kant. A seguito di un Master alla Bocconi inizia a lavorare nel mondo delle Risorse Umane. Contemporaneamente rimane molto legato alla sua terra, in particolar modo alla Gallura, nella sua doppia veste di filosofo e manager.
Nel 2022 pubblica il romanzo "La Punga, delitto a Villa di Castro", illustrato da Simone Sanna, a cui seguono "La Reula, il mondo delle ombre" e "L'ombra degli squali" editi da Gagio Edizioni.

Sinossi

Sotto il sole dorato della Gallura, un colpo di piccone durante i lavori al porto riporta alla luce un relitto millenario e una cassa traboccante di tesori. Ma quella che sembrava una benedizione si trasforma presto in un presagio di sventura.

Il Prefetto Vielm Valentino, uomo di legge inflessibile e razionale, reclama il tesoro per la Corona, scatenando l’ira dei locali e risvegliando gli antichi terrori dei galluresi. Tra i vicoli del borgo si sussurra un nome che gela il sangue: lu suiddatu maladittu, la maledizione del tesoro.

Una scia di omicidi di inaudita ferocia inizia a sconvolgere la città, il confine tra realtà e leggenda si sgretola.

In una caccia all’uomo dove nessuno è chi dice di essere — dal misterioso colonnello inglese William Light alla enigmatica famiglia Morisco — il Prefetto dovrà giocare un’ultima, pericolosa partita a scacchi con il male.

Web e Social

Sesto Giuseppe Santoli

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Anteprima del romanzo

Capitolo 1

Il sole di fine maggio si erge alto nel cielo, baciando con i suoi raggi dorati il porto di Terranova. Il mare scintilla come uno specchio di argento, riflettendo la luce solare e creando un contrasto vivido con il verde delle colline circostanti ricoperte di macchia mediterranea, sullo sfondo Tavolara eburnea pare osservare dal mare lo stesso spettacolo. La brezza marina trasporta i profumi inebrianti di mirto e lentischio, mescolandosi con il rumore delle onde e il vivace brusio del porto.

I moli di granito sono affollati di marinai e mercanti, impegnati nei preparativi delle loro imbarcazioni. I piccoli spacci e le taverne che si affacciano sul porto sono già in piena attività. Il profumo delle pietanze si mescola con l’aria salmastra, creando un’atmosfera di piacevole contrasto tra i sensi che rende l’aria vivace. Nel frattempo nelle case di fronte al porto si intravedono gli occhi delle donne che tutto osservano dai balconi, con i loro sguardi attenti e silenziosi, ma carichi di giudizi senza appello.

Su Caffè e’ Portu, il primo caffè aperto da poco nel villaggio di Terranova è situato proprio di fronte al molo, è particolarmente affollato questa mattina. Il locale è sobrio, ma elegante. All’interno sono esposti alle pareti tappeti sardi con le tipiche pavoncelle colorate che conferiscono al locale un’atmosfera tipica e al contempo accogliente. I terranovesi hanno da poco scoperto il piacere di locali come questo e il posto è diventato rapidamente il fulcro della vita del porto, molto frequentato anche dalle persone che arrivano da fuori città. Tra questi stamane il prefetto Valentino, insieme ad Elena siedono a un tavolino all’aperto, godendo del sole e del caffè mentre osservano il porto. Valentino, con la sua giacca lunga blu navy, si stende con la schiena e si guarda intorno facendosi accarezzare dal sole, mentre Elena, vestita con un abito verde con il corpetto rosso e la cappitta nera, fissa il tavolino assorta, come alla ricerca di qualcosa.

Valentino, dirige il suo sguardo verso il molo e commenta:

Oggi sembra che il porto sia particolarmente vivace. Capita spesso di vedere tanta attività?”

”Non vi aspettavate tanta vita qui a Terranova? Dei Tempiesi ormai ha acquisito anche la padda[1]? Comunque si, capita spesso. Ma mi sembra che ci sia qualcosa di diverso, un’aria di cambiamento. Forse è solo una mia impressione.” Risponde la donna sciogliendosi in un sorriso.

Il mormorio del porto si intensifica e una nave imponente si avvicina lentamente al molo. Le sue vele bianche sono gonfie di vento e il legno lucidato riflette il sole. La nave è decorata con intagli e ornamenti di forme varie, curve che si intersecano in ricami, molto particolari che richiamano culture lontane, orientali dai colori vividi, forse africane. Gli abitanti presenti si radunano, incuriositi dall’arrivo di quella imbarcazione così distinta.

“È insolito vedere un pinco come questo qui a Terranova. Pensare che ancora il porto è piccolo e poco adatto a imbarcazioni di queste dimensioni”

“Ogni volta che arriva qualcosa di così inatteso ci suscita sempre meraviglia, ma debbo dire che questo pinco è davvero raffinato, ha un aspetto quasi regale. I suoi alberi e le vele decorati con motivi così particolari, e il ponte ornato con quelle sculture in legno che sembrano raccontare storie di terre lontane.”

 

Il molo è in fermento mentre la nave ormeggia e i membri dell’equipaggio iniziano a scendere. Dopo tutto l’equipaggio di navigazione, per ultimi scendono i proprietari del mezzo. Una coppia di mezza età insieme alla figlioletta. L’uomo con una lunga barba, alto e imponente, di bianco vestito ha un’aria di autorità; la donna elegante dagli abiti decorati con colori sgargianti emana un’eleganza innata. La bambina, vestita con abiti colorati, cammina claudicante con un cappellino che le copre tre quarti del viso. La nave porta il loro nome, Morisca. Non capita tutti i giorni uno sbarco di questo genere, tuttavia il loro arrivo passa quasi inosservato rispetto alla bellezza dell’imbarcazione appena ancorata nel piccolo porto di Terranova.

Vielm Valentino ed Elena continuano a sorseggiare il loro caffè mentre osservano la scena. Il Prefetto solleva la tazzina, portandola lentamente alle labbra, la fiuta sentendone appieno l’aroma intenso, potente che si mischia all’aria di primavera, mentre i suoi occhi osservano distrattamente la scena che si svolge sul molo. Una leggera brezza marina si insinua tra i vicoli di Terranova fino nelle narici di Valentino portando nei suoi pensieri idee nuove; idee di fine maggio, quando l’aria è dolce con la promessa di un’estate che sta per arrivare.

Elena, seduta accanto a lui, osserva il profilo di Valentino con discrezione. C’è qualcosa di particolarmente intenso oggi nel modo in cui lui guarda il mondo, una profondità che lei ha imparato a riconoscere e che, nel tempo, è diventata uno dei motivi per cui si sente così attratta da lui. I loro incontri, sempre più frequenti, sono diventati una consuetudine dolce che entrambi accolgono con naturalezza, senza bisogno di molte parole.

“Vielm,” interrompe lei il silenzio con un tono familiare ed intimo, “pensi mai a quanto sono cambiate le nostre vite nell’ultimo periodo?”

Lui la guarda, il suo sguardo si ammorbidisce, passando dai graniti del molo alle gote di Elena.

“Più di quanto avrei mai immaginato,” un leggero sorriso gli increspa le labbra.

“Quando ci siamo conosciuti le circostanze ci tenevano per forza lontani, ora, dopo eventi nefasti come quelli della Reula, essere seduti qui insieme, come se fosse la cosa più naturale del mondo, che strano…”

La donna abbassa lo sguardo, fingendo di concentrarsi sulla sua tazzina, ma dentro di sé sente un calore che le scalda il cuore.

“È strano, vero?” la sua voce è più morbida ora, quasi un sussurro.

“Come le cose possono cambiare senza che ce ne rendiamo conto. Un giorno pensi di sapere esattamente dove stai andando, e il giorno dopo ti ritrovi a percorrere un sentiero che non avevi mai immaginato.”

Valentino annuisce, consapevole del significato delle sue parole.

“Il cambiamento è inevitabile, ma non sempre è facile. A volte porta con sé incertezze, ma anche nuove opportunità. E poi ci sono i cambiamenti che non cerchi, ma che trovi lungo la strada, un po’ come noi due forse, non trovi?”

Sorride, il suo cuore ha di nuovo un sussulto e si stringe in una dolce morsa.

“Noi due,” ripete, assaporando le parole.

“Non avrei mai pensato di trovarmi qui, con te. Ma ora che siamo qui, non vorrei essere in nessun altro posto.”

Con un po’ di imbarazzo si avvicina leggermente, lasciando che le sue dita sfiorino quelle di Elena, in un gesto che è al tempo stesso delicato e significativo.

“Anche per me,” confessa.

Il loro silenzio successivo non è vuoto, ma carico di promesse non dette, di intesa. Entrambi sanno che ciò che hanno è speciale, qualcosa che merita di essere protetto, nonostante le incertezze e le sfide che il futuro potrebbe riservare.

Elena si volta a guardare il mare, lasciando che il vento le accarezzi il viso. “Terranova sta cambiando,” osserva.

“Sì, col nuovo porto è destinata a cambiare ed accogliere tante opportunità, tanti cambiamenti, alcuni ci piaceranno, altri meno, ma sarà ineluttabile.”

Il sole continua a splendere sul porto di Terranova, e l’attività del giorno scivola lentamente verso il pomeriggio. Vielm Valentino ed Elena, pur consapevoli del cambiamento imminente, continuano a parlare, pronti ad affrontare qualsiasi imprevisto che potrebbe loro e alla città in subbuglio.

[1] padda = paglia, ma è un’espressione usata in gallurese per indicare un atteggiamento di “superiorità verso gli altri” che si dice sia tipico degli abitanti di Tempio.