Sinossi
Cosa sarebbe successo all’Europa se Cristoforo Colombo avesse scoperto oltreoceano una civiltà evoluta, tecnologicamente progredita e, soprattutto, affamata di vite umane da sacrificare alle proprie sanguinarie divinità?
Questa è la storia dell’invasione da parte di un nemico implacabile e spietato… un serpente pronto ad avvolgere il Vecchio Mondo nelle proprie spire!
A meno che, da qualche parte, non si levi il ruggito di un poderoso leone che non ha nessuna intenzione di arrendersi!
Soggetto: Luca Barbieri
Sceneggiatura: Luca Barbieri e Marcello Bondi
Disegni: Gino Vercelli
Colori e lettering: Marika Baraldi
Copertina: Michele D’Angelo
Anteprima
… L’INVASIONE È INIZIATA!
L’Europa di fine Quattrocento è stata invasa da un formidabile esercito proveniente dal continente americano! Ma come si può essere giunti a questo? Ecco un breve riassunto dei fatti, fondamentale per comprendere l’opera.
Il celeberrimo navigatore Cristoforo Colombo, approdando sulle coste di San Salvador il 12 ottobre 1492, non trova una popolazione di docili indios bensì le propaggini di un colossale impero, quello azteco, che si sarebbe sviluppato fino ad inglobare in un unico, possente regno di terrore e sangue le zone degli attuali Stati Uniti Sud Orientali, Messico, Centro America e gran parte del Sud America; Maya ed Incas sono stati ridotti a fedeli sudditi di un impero crudele e bellicoso, dedito ad occulti riti basati su grandiosi sacrifici umani e dotato di un esercito efficiente e organizzato.
Il potere all’interno dell’Impero Azteco è monopolizzato da una casta di potentissimi necromanti, tanto corrotti dalla tenebrosa magia che praticano da esserne stati mutati anche fisicamente, ridotti a grotteschi simulacri di esseri umani, orridi e maligni, talmente potenti da venire addirittura divinizzati. Proprio costoro rappresentano la vera forza dell’Impero.
Colombo e la sua flotta vengono perciò catturati senza fatica alcuna e, sotto tortura, rivelano l’impensabile, e cioè che, oltre la gran massa d’acqua salata che si stende all’infinito davanti alle coste americane, si cela un intero continente da poter depredare del bene più prezioso: esseri umani da schiavizzare e quindi sacrificare durante gli imponenti rituali religiosi.
Inoltre, gli scienziati aztechi non tardano a comprendere e dunque a replicare il meccanismo alla base delle armi da fuoco occidentali e a migliorare le proprie imbarcazioni studiando le caravelle spagnole. Dopo pochi anni, un’immensa flotta dotata di imponenti navi irte di cannoni e gonfie di guerrieri (vere e proprie città galleggianti, terribili a vedersi, perché provviste di idoli, fregi e polene dall’aspetto mostruoso e le stesse armi da fuoco hanno fogge grottesche e bizzarre) è pronta a partire. Destinazione Europa.
***
Due anni dopo la partenza di Colombo, l’Europa si è dimenticata di quello stravagante tentativo di raggiungere le Indie, dal quale il genovese e le sue navi non sono mai tornati indietro; ben altri problemi tormentano i sovrani europei, impegnati a combattersi fra di loro, quando non lo fanno con i turchi o i pirati barbareschi.
L’assetto politico è sostanzialmente quello storico, con l’ascesa della corona spagnola, rivale di quella francese, la volontà di riscatto del decadente stato pontificio che si affida al genio militare di Cesare Borgia, l’egemonia marittima di Venezia, appena scalfita dalla concorrenza genovese, l’isolazionismo inglese e la frammentarietà dell’impero tedesco. L’Europa del 1494 non è affatto pronta a ricevere ciò che l’oceano le rivolge contro, e cioè la flotta azteca.
Nell’aprile di quell’anno le prime armate, dopo aver costeggiato l’Africa atlantica, sbarcano in Spagna, per poi diffondersi come una letale pestilenza in Inghilterra, Portogallo e Spagna. Il loro esercito è organizzatissimo e, pur non disponendo di una cavalleria, sconfigge ripetutamente le armate europee; il suo nucleo è composto dall’agguerrita fanteria azteca, sorretta dai frombolieri e dagli arcieri inca, ma i fiori all’occhiello sono i guerrieri Tepaneca, i “Camminatori” in grado di coprire enormi distanze in brevissimo tempo, i Chavin, i guerrieri-giaguaro, e, soprattutto, i Kukulkan, esseri né vivi né morti, alti più di due metri, pallidi come la neve, con occhi verdi e freddi, simili a quelli dei serpenti. I Kukulkan sono creature dei necromanti aztechi, guerrieri caduti in battaglia i cui corpi sono stati smembrati e ricuciti, e hanno poi ricevuto nuova vita grazie all’essenza vitale di migliaia di prigionieri sacrificati; sono pressoché immortali (bisogna letteralmente farli a pezzi per fermarli oppure bruciarli) ma hanno l’enorme difetto di necessitare della guida mistica dei necromanti per poter combattere, visto che sono privi di una loro volontà, il che ne impedisce il costante impiego in guerra: vengono usati solo in caso di necessità, dato che assorbono completamente l’energia magica dei sacerdoti che li comandano.
Grazie a questo esercito, Irlanda e Inghilterra vengono completamente assoggettate e trasformate in riserve di schiavi; Londra (ribattezzata Xipe) diviene la nuova capitale del Secondo Impero Azteco, luogo di terribili torture e immondi rituali. Anche il Portogallo capitola insieme a gran parte della Spagna: gli aztechi vi si insediano abbastanza stabilmente, vivendo nelle loro città stato (Madrid, Siviglia e Lisbona, per esempio), dalle quali escono solo per nuove campagne militari. La loro guerra è di tipo rituale, volta più alla cattura del maggior numero di prigionieri che alla conquista di territori, per questo esaurita la terrificante spinta iniziale, l’invasione azteca rallenta. Altro motivo è che, negli ultimi tempi, sempre meno rinforzi giungono via nave dall’America: sembra che qualcosa di terribile stia accadendo oltre oceano, sulla costa est del Primo Impero Azteco…
A governare il Secondo Impero Azteco, in Europa, è il terribile e crudelissimo Xhutlan, soprannominato “Il divoratore di anime”: è il più potente fra i necromanti aztechi e sul suo conto si raccontano terrificanti storie, come per esempio che pratichi cannibalismo su vittime ancora vive, soprattutto bambine, divorandole lentamente. Si racconta anche che sia morto da secoli e che quello che rimane di lui sia soltanto un involucro di carne morta. È lui la massima autorità azteca in Europa, affiancato da un consiglio di anziani (tutti necromanti) e da un consiglio militare, formato dai generali sia aztechi che inca (o quechua, per essere più precisi) e maya. Guida militare suprema è l’azteco Tepeyottl, genio strategico e privo di pietà per il nemico. Alto quasi due metri, è un colosso muscoloso che indossa una pelle di giaguaro.
La crudeltà degli aztechi non è da tutti condivisa, soprattutto dai maya forzatamente arruolati: una piccola parte di soldati segretamente progetta una ribellione. Fra loro l’alto ufficiale Mihatl, che ha stretto amicizia con padre Hastings, che ha aiutato a fuggire da Londra.
Come funziona
Leggi la sinossi e l’anteprima del libro, scopri le informazioni sull’autore e ordina la tua copia per riceverla direttamente a casa, prima dell’uscita ufficiale.
La contribuzione minima è pari al prezzo di copertina scontato in prevendita, più le spese di spedizione. Ma avrai anche la possibilità di ordinare più copie (spedizione gratuita per gli ordini pari o superiori a 50 €).
Gagio Edizioni col suo lavoro e quello dei suoi collaboratori rende professionale tutta la lavorazione del libro, in ambito grafico, di revisione, di promozione e distribuzione (librerie, e-commerce e fiere nazionali e internazionali)