Il Conte di Monte Mario

“Ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti non è affatto casuale, è volutamente polemico”.


 

Prezzo: 13,00 (Iva Inclusa)

Disponibile

Dettaglio

Codice ISBN

979-12-80369-20-8

Fotografie di

Francesco Vincenti

Prima edizione

Marzo 2024

Numero pagine

128

Info Autore

Francesco Vincenti

Francesco Vincenti

Francesco Vincenti nasce a Roma il 18 giugno 1950 dove risiede tuttora.
Ha autopubblicato nel 2006 Come pensano i pianeti, libro di poesie e di
riflessioni filosofiche.
Da sempre studioso di culture altre e di diverse lingue.
Ha tradotto dal finlandese il libro Pesula di Hannel Huovi (Tammi,
2006), traduzione donata alla Suomi Seura di Roma.
Ha collaborato alla traduzione dal mongolo all’italiano del romanzo La
leggenda dello sciamano di Ayurzana (Tam Editore, 2020).
Ancora non ha deciso cosa farà da grande.

Sinossi

“Il Conte di Monte Mario” è un racconto-diario che tratta in modo episodico quanto è accaduto nella vita dell’autore e di tutto ciò che ha attraversato la sua mente.

Il presente dei personaggi del diario, tutti più o meno reali e che prendono spunto da ricordi autobiografici, è immerso in un contesto fantapolitico di un’Italia del futuro, nella quale partiti ed elezioni vengono abrogati. Una legge prevede l’assunzione di deputati e senatori tramite un concorso e la capitale d’Italia diviene Sassari.
L’autore prospetta una soluzione, per quanto improbabile, ai problemi dell’inettitudine politica.

I personaggi principali sono il Conte di Monte Mario e Ipazio, un angelo parcheggiatore.
Leggendo il libro, ci sembra di aver a che fare con un gruppo di amici e di inserirci nelle loro conversazioni di tutti i giorni. L’autore apre inoltre un dialogo interessante sulle tematiche di attualità, anche piuttosto controverse e all’ordine del giorno. Il tutto con tono divertente e linguaggio pieno di ironia e modi di dire coloriti; ricco di citazioni di grandi pensatori e poeti.

Si pone, inoltre, tra le pagine il problema principale della cultura umana, che non è la mancanza di fede ma la mancanza di dubbi.

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Anteprima

Roma, un giorno d’inverno

Ipazio è un angelo che mi è stato assegnato, principalmente, per non avere problemi quando devo parcheggiare la macchina. Roma ormai non è più una città, è un garage e un’auto privata non è più solo una comodità, ma a volte è anche un incubo, specie quando cerchi un parcheggio. Al mondo esistono le cose visibili, ma anche quelle invisibili e sconosciute, per fortuna. Se la vita fosse fatta solo di conoscenze scientifiche e condivise, sarebbe un bel problema. Per fortuna però, ogni tanto, nascono delle persone che, con l’invisibile, hanno un buon rapporto. Non solo personaggi come Emanuel Swedenborg o Rudolf Steiner, ma anche gente comune come me. La prima volta che ho avuto occasione di ascoltare le parole di Ipazio avevo diciannove anni e avevo appena preso la patente. Ho avvertito una brezza leggera accarezzarmi il viso, come se una farfalla mi svolazzasse davanti al naso e ho percepito la sua voce. Non ho avuto paura e forse proprio per questo siamo diventati amici. Ipazio, essendo un angelo, è in grado di leggere nel pensiero e oggi mi ha voluto raccontare cosa stava pensando Raffaele, il mio vicino di casa, nonché grande amico, perché – dice Ipazio – sembrerebbe che abbia una buona testa e dovrei prenderlo come esempio; cosa che, tra l’altro, già faccio da tempo.